La visita di uno degli stati meno turistici dell’
India, l’
Orissa, è fonte di
vere sorprese e di emozioni molto intense. I grandi templi di
Bhubaneshwar e
Konarak e la città sacra di
Puri, una giungla fitta di vegetazione e colline che degradano verso il
Golfo del Bengala, dove ancora vivono in completo isolamento alcune delle tribù che costituirono il nucleo dei primi abitanti del subcontinente: i poco accomodanti
Bonda e i più pacifici
Saora a
Paraja.
DURATA: 14 giorni / 11 notti
PARTENZA: da
ROMA e MILANO con voli di linea
LUFTHANSA o con le migliori Compagnie Aeree. Collegamenti da tutti gli aeroporti italiani.
ALBERGHI: Sistemazione in camera doppia presso gli alberghi di 1^ Categoria, Resort e Lodge.
TRATTAMENTO: Pernottamento e prima colazione americana, pensione completa a Taptapani e Jeyapore.
TRASPORTO: Auto privata con autista a disposizione e aereo.
DIFFICOLTA’: Lunghi tratti di strade che si inerpicano in salita e scendono in vallate profonde, alcuni pernottamenti in alberghi con un livello di comfort limitato: i viaggiatori che affrontano questo itinerario devono essere preparati a qualche disagio, sicuramente ripagati dalla bellezza del paesaggio e dallo splendore dell’artigianato locale. La visita ai villaggi delle popolazioni tribali non è consentita quando il governo indiano limita l’accesso ai viaggiatori stranieri. La visita della zona tribale può essere modificata in base ai giorni in cui si svolgono i mercati nei villaggi delle diverse etnie.
PERIODO CONSIGLIATO: Da settembre ad aprile, sconsigliati maggio e giugno.
IL TOUR: L’ itinerario descritto in questa scheda
è stato studiato per viaggiatori che visitano l'India in coppia o in piccoli gruppi. Nel costruire questo percorso abbiamo cercato di mettere a disposizione dei nostri clienti tutta la nostra esperienza nel sapere organizzare un viaggio in una realtà complessa, unitamente alla passione che nutriamo per questo paese; proprio per voler condividere questa passione,
l’itinerario lascia ampio spazio ai viaggiatori per potersi fermare, osservare, chiedere e capire. I ritmi del tour sono concepiti non per correre da un monumento all’altro ma per potersi, di tanto in tanto, fermare davanti ad un tempio non solo per ammirarne la complicata architettura, ma anche per lasciare vagare lo sguardo sulla folla dei pellegrini, sui venditori ambulanti, sulle donne, sugli uomini e sui bambini,
che tutti insieme costituiscono il fascino maggiore dell'India.
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