Bhutan

Situato nel cuore dell'Himalaya, incuneato tra Cina ed India, il Bhutan è rimasto isolato per secoli dal resto del mondo e si è aperto al turismo solo nel 1974. Ricco di potenziali risorse naturali, il Paese ha scenari naturali e paesaggi superbi, architettura e cultura uniche nella loro purezza che, per il momento, solo poche migliaia di visitatori all'anno possono assaporare. E assaporare è la parola giusta perché il Buthan va gustato senza fretta: il tempo non ha alcun valore lassù, nel Regno del Drago. Bhutan

Situato nel cuore dell'Himalaya, incuneato tra Cina ed India, il Bhutan è rimasto isolato per secoli dal resto del mondo e si è aperto al turismo solo nel 1974. Ricco di potenziali risorse naturali, il Paese ha scenari naturali e paesaggi superbi, architettura e cultura uniche nella loro purezza che, per il momento, solo poche migliaia di visitatori all'anno possono assaporare. E assaporare è la parola giusta perché il Buthan va gustato senza fretta: il tempo non ha alcun valore lassù, nel Regno del Drago.

Capoluogo Thimphu (capitale estiva), Punakha (capitale invernale)
Superficie 47000 kmq
Abitanti 2.232.291 (810.000 secondo altre stime; 2005)
Abitanti capoluogo 60.200
Densità di popolazione 40 ab./kmq
Religione Buddhista lamaista, induista

GEOGRAFIA E TERRITORIO
Il Bhutan, piccolo Stato situato tra le montagne dell'Himalaya orientale, confina a N con la Cina, a E e a S con l'India, a O con il Nepal. La parte meridionale del Paese è collinosa mentre quella centrale (1200-3000 m) ha fertili valli coperte da foreste e, nella parte più occidentale, intensamente coltivate (valli di Ha, Paro, Thimphu, Punakha). I Monti Neri, che superano i 5000 m, formano una barriera naturale fra il Bhutan occidentale e quello centrale. Più a nord, inizia una regione di valli glaciali e di pascoli alpini che si elevano al di sopra dei 3800 m con picchi che superano i 7000 m (Jhomolhari, Jichudrake, Gangkar Pinsum; monte più alto Kula Kangri, 7553 m). Da qui si dipartono numerosi contrafforti solcati, in primavera, da fiumi vorticosi con magnifiche cascate.

Popolazione
La popolazione del Bhutan è composta al 50% da bhutanesi (Bhotia), al 35% da nepalesi e al 15% da tibetani, indiani e birmani. Tre sono i principali gruppi etnici: gli Ngalong di origini tibetane a ovest, gli Sharchop originari probabilmente della Birmania del nord e del nordest dell'India a est, e i Lhotsampa, di origini nepalesi, a sud.

Clima
La diversità d'altitudine del territorio bhutanese implica una notevole varietà climatica che determina tre grandi zone: tropicale, con giungla, fino a 1700 m; temperata, con larghe valli coltivate a terrazza, tra i 1500 e i 3500 m; alpina, con le montagne himalayane, tra i 3500 e i 5200 m. Il periodo estivo (giugno-settembre) può essere molto piovoso con possibilità di frequenti valanghe nelle regioni settentrionali. Più riparate sono le regioni centrali mentre il settore meridionale ha piogge torrenziali tipiche di tutto il subcontinente indiano. Le temperature oscillano tra i -6° e i 17°C di gennaio e i 13°-30° C di luglio. La piovosità annua è di 1550-3000 mm.

Ora
Il viaggiatore italiano al suo arrivo in Bhutan deve spostare il proprio orologio avanti di 5 ore (quando in Italia sono le 12 in Bhutan sono le 17).

Lingua
Lingua ufficiale del Bhutan è lo dzongkha ma i bhutanesi parlano dialetti tibetani mentre i nepalesi parlano dialetti nepalesi. L'inglese è la lingua insegnata nelle scuole ed e quindi largamente utilizzato in tutto il Paese.

Religione
Il Bhutan è l'unico Paese al mondo che professa la forma tantrica del buddhismo Mahayana (Drupa Kagyu; 75%) mentre il resto della popolazione professa l'induismo con influenze indiane e nepalesi (25%). Il buddhismo è la religione predominante dal VII sec. ed ha profondamente influito su ogni aspetto della vita del Paese. L'insegnamento della religione è obbligatorio ed ha luogo soltanto nei monasteri.

Storia
Testimonianze archeologiche fanno pensare che il Bhutan fosse abitato gia nel 2000 a. C. anche se, secondo la tradizione bhutanese, la storia inizia nel 600 d. C. con il re tibetano Songtsen Gampo. Nell’VIII sec. il grande mistico tantrico Guru Rinpoche diffuse la fede buddhista in tutto il Paese ed è tutt’ora ricordato come la più importante figura della storia del Bhutan, quasi un secondo Buddha. Fino a tutto il XV sec. vari clan e nobili famiglie bhutanesi governarono le varie vallate del Paese combattendo tra loro e contro il Tibet. Determinante fu l’arrivo nel 1616 di Shabdrung Ngawang Namgyal, un monaco tibetano della scuola buddhista Drupa Kagyu, che regnò per 35 anni unificando il Paese e facendo nascere il Bhutan attuale, con un sistema amministrativo del quale sopravvivono ancora oggi alcuni aspetti. Alla morte di Shabdrung seguirono due secoli di conflitti interni e di lotte politiche, instabilità che terminò con l’avvento al potere di Gonsar Ugyen Wangchuck, eletto all’unanimità primo re del Bhutan nel 1907. Il terzo re, Jigme Dorje Wangchuck è ricordato come il padre del moderno Bhutan in quanto diede avvio ai piani di sviluppo del Paese che proseguono ancor oggi con il re attuale, Druck Gyalpo Jigme Singye Wangchuck, quarto della dinastia, attento soprattutto a preservare i caratteri unici della cultura e della natura bhutanese.

Costituzione
Indipendente dal 1949, il Bhutan è una monarchia ereditaria che vede attualmente regnante Jigme Singye Wangchuck, salito al trono nel 1972. Capo del governo è L.Y. Zimba. Non esiste nessuna costituzione scritta o carta dei diritti; nel 1953, con decreto reale, è stata costituita l'Assemblea Nazionale (Tshogdu) che è composta da 154 membri, 105 eletti tramite elezioni che si tengono nei vari villaggi, 12 quali rappresentanti dei corpi religiosi e 37 designati dal re per rappresentare il governo e gli interessi dello Stato. Una riforma del 1998 ha dato all'Assemblea Nazionale l'autorità di rimuovere il re se in possesso dei 2/3 dei voti favorevoli. Amministrativamente il Bhutan è diviso in 18 distretti.

Situazione politica
Attuale re del Paese è Jigme Singye Wangchuck la cui incoronazione, avvenuta il 2 giugno 1974, fece conoscere il Bhutan alla comunità internazionale visto che, per la prima volta, fu concesso ai media internazionali di entrare nel Regno himalayano. Attento soprattutto a preservare i caratteri di unicità della cultura bhutanese, il re iniziò un processo di "bhutanizzazione" del Paese che costrinse migliaia di bhutanesi di origine nepalese a fuggire in India e in Nepal dove si trovano ancor oggi assistiti dall'UNHCR e dal governo nepalese.

Economia
L'economia bhutanese è basata sull'agricoltura e sullo sfruttamento delle foreste che costituiscono la principale fonte di sostentamento della quasi totalità della popolazione. L'agricoltura è essenzialmente di sussistenza (riso, mais, frumento, miglio) e altrettanto si può dire per l'allevamento degli animali (bovini). Il settore industriale, tecnologicamente arretrato, consta di un cementificio e di alcune piccole distillerie. Sviluppato l'artigianato: ogni vallata ha il proprio i cui segreti sono gelosamente conservati dal clan. Ricco di potenziali risorse idroelettriche, il Bhutan ha rapporti economici e commerciali essenzialmente con l'India che vi acquista soprattutto elettricità; in fase di sviluppo il turismo anche se la morfologia del territorio rende difficoltosa la costruzione di strade e di infrastrutture. Nel 1993 è stato avviato il processo di liberalizzazione dell'economia. Molti programmi di sviluppo economico, sociale e culturale sono sostenuti da varie organizzazioni internazionali.

Festival e tradizioni popolari
La manifestazione più pittoresca della religiosità bhutanese è rappresentata dai tsechu, festival annuali che si tengono principalmente in primavera e in autunno e offrono la possibilità di osservare danze in maschera e arte religiosa del Paese. Tutte le province del Bhutan hanno i loro tsechu, ma i più spettacolari sono quelli di Paro in primavera (4-8 aprile) e di Thimphu in autunno (27-29 settembre). A Paro, in particolare, l'ultimo giorno delle celebrazioni, che durano 5 giorni, si svolge la cerimonia dell'esposizione della Thangka Thongrol, vecchia di 400 anni che viene trasportata fuori dallo dzong da un gruppo di monaci e srotolata sulla parete di un tempio a tre piani. Il suo potere spirituale è tale che si ritiene che la sua semplice vista possa liberare coloro che la guardano dal ciclo delle successive reincarnazioni. Altri tsechu a Trongsa e Lhuntse (gennaio), Punakha, Chorten Kora e Ura, Bumthang (marzo), Trashiyangtse e Chukkha (aprile), Ura, Bumthang (maggio), Bumthang (giugno), Wangdue, Bumthang (settembre-ottobre), Bumthang, Phobjikha, Mongar, Pema Gatsel, Trashigang (novembre), Trongsa e Lhuntse (dicembre). Feste nazionali sono il 24 febbraio (anno nuovo), il 2 giugno (anniversario dell'incoronazione del re) e il 17 dicembre (festa nazionale).

Links
www.kingdomofbhutan.com - in lingua inglese; una miniera di informazioni per chi programma di recarsi in questo Paese.
www.bhutan.gov.bt - in lingua inglese; è il sito ufficiale del governo bhutanese.